Cari lettori del PantaBlog,
la musica da sempre appassiona noi giovani, e spesso può diventare più di una passione se approfondita attraverso con lo studio. Personalmente il mio approccio alla musica è di tipo professionale, frequento il Conservatorio di Ceglie e suono diversi strumenti quali Flauto traverso, Chitarra e pianoforte. Penso, tuttavia, che oggi, oltre ad ascoltare e produrre musica attraverso gli strumenti tradizionali si possano usare nuove tecnologie come ad esempio la musica digitale.
L’audio è prelevato dal microfono ed è trasformato in un segnale elettrico, questo viene inviato ad un convertitore analogico-digitale, un dispositivo elettronico che genera un flusso di dati digitali. Il flusso è registrato sottoforma di file su nastro magnetico, hard disk o disco ottico.
L’audio è prelevato dal microfono ed è trasformato in un segnale elettrico, questo viene inviato ad un convertitore analogico-digitale, un dispositivo elettronico che genera un flusso di dati digitali. Il flusso è registrato sottoforma di file su nastro magnetico, hard disk o disco ottico.
Avvicinarsi alla musica digitale, può essere, tuttavia pericoloso, perché si rischia di infrangere la legge. Ho scoperto che nel sito della Pubblica Istruzione c’è una guida all’utilizzo della musica digitale che aiuta i ragazzi, soprattutto i più piccoli, e le loro famiglie ad utilizzare in maniera corretta la musica digitale. Si può ascoltare la musica su internet su alcuni servizi di file sharing ufficiali utilizzati in tutto il mondo in maniera legale, esiste anche molta musica gratuita sul web – siti dove musicisti decidono di permettere accesso libero alla loro musica ai fan, dove promuovono la loro attività creativa e le loro attività. Per trovarli è sufficiente cercare il sito dell’artista, del gruppo o della casa discografi ca per la quale pubblica i suoi album.

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